Analisi Mascotte: EUROPA Expo'25
- Valentino Spadoni
- 29 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Si chiama Europa, come la figura mitologica, ed è stata creata per rappresentare il nostro continente e la nostra unione politica all’Expo 2025 di Osaka, dove incontra la mascotte ufficiale giapponese. Nel viaggio l'accompagna la mascotte che rappresenta l'Italia, in una serie di foto con altri personaggi provenienti da tutto il mondo. Sì, ovviamente ne esiste anche una versione fisica itinerante, oltre a pupazzetti e gadget vari.
Personalmente trovo bella l’idea di una mascotte ufficiale dell’Unione Europea: è uno di quegli elementi simbolici capaci di alimentare il senso di unità tra i cittadini europei. Purtroppo, non so dire chi sia il designer o lo studio che l’ha realizzata, e questo secondo me è un problema. Credo sia importante dare maggiore visibilità a chi lavora dietro le quinte di progetti del genere.
Anche dal punto di vista del marketing, c’è qualcosa da dire: la mascotte ha una presenza social piuttosto limitata. Certo, è molto attiva sul profilo Instagram “European Union at Expo 2025 Osaka” (che al momento conta 3.467 follower), ma compare solo una volta sul profilo “European Commission”, che invece ne ha oltre un milione. Aver creato una mascotte comune è un’idea forte, ma dovrebbe essere usata su più fronti, diventando davvero il volto del progetto.
A questo punto potresti dirmi: “Dagli tempo, magari stanno aspettando di vedere come se la cava in Giappone!” Vero. Però questo ci porta a un altro punto: la mascotte è chiaramente pensata per incontrare i gusti orientali. Lo si nota dalla pettinatura, dal mantello da eroina, ma soprattutto dallo stile degli occhi, sia aperti che chiusi o di profilo.
A dirla tutta, anche la mascotte ufficiale del Giubileo 2025 ha un design fortemente ispirato ai manga — c'è da osservare che è stata disegnata da Simone Legno, e quello è da sempre il suo stile. Tutto questo fa pensare che si tratti di una tendenza in atto, e dopotutto manga e anime sono oggi più presenti che mai nei nostri mercati.
Dall’altra parte però arriva l’influenza americana nel design dei personaggi. Forse, allora, varrebbe la pena riflettere su cosa potrebbe davvero caratterizzare un design “europeo”. Ma questo merita almeno un post a parte!
Per ora, con grande rispetto per l’autore di Europa, a cui vanno i miei complimenti per l’ingaggio, voglio semplicemente mostrarvi una mia interpretazione alternativa della mascotte, realizzata di getto in circa un’ora. Prima, però, vi spiego cosa ho fatto:
Ho modificato le proporzioni, rendendola più giovane: testa e mani ingrandite, spalle più strette e busto accorciato.
Mi piace molto l’idea dei capelli raccolti, ma ho rimosso la lunga ciocca laterale.
Ho dato più risalto alla stella che chiude il mantello e a quelle sui calzini, che ho alzato quasi alle ginocchia, mentre ho eliminato le stelline dal nastro sui capelli, che mi sembravano ridondanti. Questo personaggio presenta stelline un po' ovunque.
L'idea di quello che sembra essere un marsupio a tracolla mi piaceva e l'ho lasciato così com'è.
Infine, ho usato un tratto più modulato, a differenza del tratto regolare dell’originale. So bene che per le mascotte si tende a privilegiare un tratto più “grafico”, ma a quello si arriva sintetizzando l'idea trovata tratteggiando.
Non mi convincono i numerosi tratti spezzati nei capelli: a mio avviso, sottraggono movimento invece di aggiungerlo.
Credo che l’espressività sia fondamentale in una mascotte, perché serve proprio a dare un volto simpatico a qualcosa che non ne ha, e creare un legame con il pubblico. Spesso però si sacrifica questa componente in favore di un’estetica “kawaii”, che è un’altra filosofia — anch’essa efficace, ma diversa.
In definitiva, questo post non è una critica all’autore della mascotte, ma un tentativo di mostrare altre possibili direzioni creative. Del resto, la creatività è sempre una questione di scelte!









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